Fondazione
Conte C. Busi Onlus

 
   
 

« Le parole e le cose non sono fatti così distanti come di primo acchito si potrebbe credere: le parole infatti prima ancora di significare qualcosa, significano per qualcuno; nello specifico del nostro caso la difficoltà maggiore è stata proprio quella di trovare la parola che ci restituisse il senso del nostro fare.

Per tale motivo abbiamo fatto ricorso ad un gioco, che dietro l’equivoco della scrittura “I Gira soli” fa segno preciso a ciò che qui si vuol indicare: da un lato l’evidenza dell’immagine ovvero la pianta del girasole, simbolo dell’orgoglio e dell’allegria ed al contempo immagine di relazione non asimmetrica fra diversi.

Osservando il girasole ritroviamo un comportamento spesso nascosto ma comune a tutti gli esseri viventi: il bisogno che tutti noi abbiamo gli uni degli altri all’interno di relazioni dove non c’è chi è più importante. D’altro lato, al di là dell’immediatezza dell’immagine, subentra il gioco e quello che in un primo momento ci poteva sembrare un errore ortografico, svela il senso del nostro fare: l’emarginazione, la solitudine la necessità di “girar da soli” perché” diversi”, una forma obbligata di autonomia che accomuna e distingue i nostri “gira soli” »