
« Le parole e le cose non sono fatti così distanti
come di primo acchito si potrebbe credere: le parole infatti
prima
ancora di significare qualcosa, significano per qualcuno; nello
specifico del nostro caso la difficoltà maggiore è stata
proprio quella di trovare la parola che ci restituisse il senso
del nostro fare.
Per tale motivo abbiamo fatto ricorso ad un
gioco, che dietro l’equivoco della scrittura “I
Gira soli” fa segno preciso a ciò che qui si vuol
indicare: da un lato l’evidenza dell’immagine ovvero
la pianta del girasole, simbolo dell’orgoglio e dell’allegria
ed al contempo immagine di relazione non asimmetrica fra diversi.
Osservando
il girasole ritroviamo un comportamento spesso nascosto ma
comune a tutti gli esseri viventi: il bisogno che tutti noi
abbiamo gli uni degli altri all’interno di relazioni
dove non c’è chi è più importante.
D’altro
lato, al di là dell’immediatezza dell’immagine,
subentra il gioco e quello che in un primo momento ci poteva
sembrare un errore ortografico, svela il senso del nostro fare:
l’emarginazione, la solitudine la necessità di “girar
da soli” perché” diversi”, una forma
obbligata di autonomia che accomuna e distingue i nostri “gira
soli” » |