Gli scopi rimasero gli stessi e ad essi di provvedeva per il tramite dei patrimoni delle istituzioni testé unificate; con l'eventuale profitto del lavoro dei ricoverati; con il contributo del comune per quanto di competenza e con le rendite dei ricoverati a pagamento.
Una rigorosa separazione veniva osservata per i ricoverati di diverso sesso ed età, nessun credo religioso poteva essere imposto ai ricoverati, ognuno di essi all'occorrenza poteva farsi assistere dal ministro del culto a cui apparteneva.
I ricoverati venivano dimessi quando cessava di esistere lo stato di necessità ed erano espulsi anche per cattiva condotta morale.
Non potevano essere ricoverate le persone affette da malattie mentali o contagiose. L'amministrazione e la direzione rimasero di competenza della locale Congregazione di Carità, così pure l'assistenza dei ricoverati che rimase affidata alle Suore di Carità.
Con la soppressione della Congregazione di Carità (1937) l'amministrazione e la direzione dell'Ospizio di Mendicità venne espletata dall'Ente Comunale di Assistenza, per poi esserne estrapolato, con R.D. del 16 marzo 1939, e confluire nelle Opere Pie Decentrate di Casalmaggiore.
Nel 1999 l'Ospizio di Mendicità, rimanendo sotto la gestione delle Opere Pie Decentrate, cambia la propria denominazione in "Istituto Geriatrico Conte C. Busi".
IL 1° aprile 2004, in seguito alla Legge Regionale n.1 del 13/02/2003 in materia di riordino delle IPAB, l'Istituto Geriatrico viene fuso con gli Orfanatrofi Riuniti e trasformato in FONDAZIONE ONLUS di diritto privato, con Delibera della Giunta Regionale n. 16884 del 26 marzo 2004. |