La malattia di Alzheimer colpisce in Italia circa 500 mila persone, la maggior parte delle quali viene assistita a domicilio dai familiari.
Si tratta di una assistenza molto faticosa, che porta molto spesso il familiare a ridurre i contatti sociali e progressivamente ad isolarsi con ripercussioni gravi sia sull’equilibrio psicologico del caregiver che sulla qualità dell’assistenza. La Fondazione “Conte C. Busi”, inserita nel contesto cittadino di Casalmaggiore, opera da anni con malati di Alzheimer e conosce le difficoltà che questa assistenza comporta e i conflitti che ne derivano. Per tale motivo la Fondazione ha pensato di offrire alla cittadinanza un nuovo servizio, l’Alzheimer cafè.
Gli Alzheimer cafè, nati in Olanda nel 1997, hanno proprio lo scopo di combattere l’isolamento sociale, facendo recuperare ai familiari e ai malati stessi momenti di incontro e di scambio con altre persone. Sono fondamentalmente luoghi di incontro e nello stesso tempo di cura, perché lì si cura la relazione che diventa a sua volta strumento di cura. Il familiare è invitato all’Alzheimer cafè con il malato. Dopo un primo momento di accoglienza, i familiari vengono intrattenuti da operatori formati (medico, psicologo, ecc..) che a turno saranno a disposizione in posizione essenzialmente di ascolto, in modo di far emergere le difficoltà e fornire possibili risposte. Gli operatori, se richiesti, potranno inoltre esporre le conoscenze sulla malattia, rispondere a quesiti, proporre soluzioni a situazioni critiche, consigliare il giusto approccio verso il malato. Nel frattempo i malati saranno intrattenuti da altri operatori con attività ludiche, di animazione, di riattivazione motoria. Da ultimo vi è un momento comune , più “dolce e leggero”, in cui familiari, malati e operatori si ritrovano per bere un caffè o un tè e assaggiare qualche pasticcino.